Caffè pasticceria Neri a Castello
Si trova in via Sestese esattamente al confine fra il comune di Firenze e il comune di Sesto Fiorentino, sulla rotonda di fronte alla stazione ferroviaria di Castello.
E’ senz’ombra di dubbio la migliore pasticceria della zona. Il locale è grande, spazioso, ben arredato e accogliente. Il personale molto professionale, serio e simpatico. Massima pulizia e ordine!
Al mattino ci sono salati di ogni tipo: dai classici tramezzini alle pizzette, panini farciti in tanti modi deliziosi e schiacciatine più o meno consuete, ottima quella con crema di funghi e prosciutto cotto. Ve ne sono di piccolissimi e molto grandi e nutrienti. Vi sono anche delle focacce ripiene di salumi, insalata, formaggi ecc. che vi tagliano al momento.
Dulcis in fundo, è proprio il caso di dirlo: la pasticceria è indescrivibilmente buona. Paste di vario tipo: al cioccolato, alla frutta, alla confettura, alla crema, croissant alla “francese” (immagino che siano un concentrato di burro trasformato in sofficità ), budini di riso, tartellette, nastrini, generano l’imbarazzo della scelta. La crema delle paste è fluida, liscia, fine, dolce al punto giusto, insomma una delle migliori. I bomboloni (ve ne sono di normali e in versione ridotta, tipo mignon) sono fatti di una pasta sottile, fritti ma per niente unti, ripieni senza bolle d’aria, ricoperti di zucchero senza esagerare, si fanno mangiare, che è un piacere elevato al quadrato. Ma la specialità , quella che si nota nella vetrina perché sta a parte, quella che chiedono i clienti abituali o che vi propongono se chiedete qualcosa di sfizioso, insomma il “piatto forte” del locale è senza esitazione la fantastica sfoglia alla crema. Nella vetrinetta che ci separa dalla commessa, dopo un momento di smarrimento degli occhi di fronte a cotanta delizia, si nota una teglia, che sta in disparte rispetto alle altre paste, in uno spazio proprio, senza vassoi accanto e su di essa giacciono le sfoglie alla crema così come sono uscite dal forno, senza essere neppure spostate su un altro vassoio. Sono distanziate una dall’altra, quasi che si sia voluto conferire a ciascuna un certo senso di preziosità . Alla vista sono sottili e brillanti, al tatto copliscono per la loro leggerezza e sofficità , ma in bocca soprattutto si distinguono dalla media della categoria, in bocca danno il meglio di sé, provocando sensazioni che sfiorano il sublime: la sfoglia è soffice, ancora tiepida, eppure asciutta, la cema cotta insieme alla sfoglia forma un tutt’uno con questa, pur mantenendo la sua autonomia di sapore. Lo zucchero di cui sono rivestite è quasi caramellato ai bordi, che si sono scuriti ma non bruciati, acquistando un’idea, solo un’idea però, di amarognolo tipico del caramello fatto bene.
Non fermarsi a fare colazioni dal Neri, se si è in zona, significa volersi male!

